Fosco Maraini — Tibet, 1937. Fotografia storica.
Fotografie di · Photographs by  —  Fosco Maraini

Dove il Cielo Tocca la Terra

Where the Sky Meets the Earth

Tibet  ·1937 – 1948

MACO – Museo d'Arte e Cultura Orientale presenta · presents

Una mostra fotografica in occasione della celebrazione nazionale del Vesak, ospitata dalla Fabbrica del Vapore di Milano, organizzata dall'Unione Buddhista Italiana.

A photography exhibition presented at the national Vesak celebration, hosted at the Fabbrica del Vapore in Milan, organised by the Unione Buddhista Italiana.

Date · Dates 22 – 24 Maggio 2026
Luogo · Venue Fabbrica del Vapore, Milano
Organizzatore · Organiser UBI – Unione Buddhista Italiana

…aveva notato, fin dall'ingresso nel Tibet, come la gente, a differenza di quanto avveniva in India, cantasse spessissimo lavorando. Cantavano i boscaioli al taglio della legna, cantavano i contadini all'aratro, cantavano i carpentieri rifacendo un tetto — e ora cantavano le donne, battendo la creta per indurirla, che fa da cemento.

Questi canti, che poi si perdevano nel vento e nei grandi spazi, davano un'impressione di felice serenità, di gioia diffusa, di una spensieratezza di base, che predisponeva subito positivamente l'animo del viaggiatore in terra tibetana.

…he had noticed, from the moment he first entered Tibet, that people there — unlike in India — sang constantly while they worked. The woodcutters sang as they split timber, the farmers sang behind the plough, the carpenters sang as they re-laid a roof — and now the women sang too, beating the clay that serves as mortar to make it hard.

These songs, which then dissolved in the wind and the vast open spaces, gave an impression of happy serenity, of a widespread joy, of a fundamental lightheartedness that immediately disposed the traveller's spirit favourably toward the Tibetan land.

— Fosco Maraini  ·  Case, Amore, Universi / Houses, Love, Universes

I

Fosco Maraini

1912 – 2004

Italiano

Fosco Maraini (1912–2004) è stato un uomo di cultura poliedrica: antropologo, scrittore e alpinista che ha fatto della fotografia uno strumento di conoscenza universale. Nato a Firenze dallo scultore Antonio Maraini e dalla scrittrice Yoï Crosse, iniziò a coltivare la passione per la fotografia già a tredici anni con una piccola Kodak dal soffietto rosa.

Questa passione si consolidò nelle spedizioni scientifiche in Tibet del 1937 e del 1948, al seguito dell'orientalista ed esploratore Giuseppe Tucci. Maraini scrisse poi il resoconto di queste esperienze in Segreto Tibet (1951), opera fondamentale che documenta una civiltà all'epoca ancora intatta e fuori dal tempo. Le fotografie storiche, riprese durante quei viaggi, costituiscono un percorso visivo che introduce nell'universo dell'arte e della religiosità tibetana.

English

Fosco Maraini (1912–2004) was a man of wide-ranging culture: anthropologist, writer and mountaineer who made photography an instrument of universal knowledge. Born in Florence to the sculptor Antonio Maraini and the writer Yoï Crosse, he began nurturing his passion for photography at the age of thirteen, with a small pink-bellied Kodak folding camera.

That passion deepened during the scientific expeditions to Tibet of 1937 and 1948, undertaken alongside the orientalist and explorer Giuseppe Tucci. Maraini later set down his account of those experiences in Secret Tibet (1951), a foundational work documenting a civilisation that was at the time still intact and outside of time. The historical photographs taken during those journeys form a visual itinerary that leads the viewer into the universe of Tibetan art and religious life.

II

Tecnica e sfide estreme

Technique and Extreme Conditions

Italiano

Fotografare in quelle condizioni significava confrontarsi con sfide materiali enormi. Maraini portava con sé strumenti come la Voigtländer 6×9 con obiettivo Heliar e la Leica 35 mm con lente Zeiss. Nei templi e monasteri, dove la luce naturale non arrivava, usava la polvere di magnesio: un gesto preciso, una fiammata improvvisa, e il lampo illuminava per un istante ciò che altrimenti sarebbe rimasto nell'ombra.

Voigtländer 6×9 · Heliar Leica 35 mm · Zeiss Polvere di magnesio
English

To photograph in those conditions meant confronting formidable practical challenges. Maraini carried with him instruments such as the Voigtländer 6×9 with Heliar lens and the Leica 35 mm with Zeiss optic. In temples and monasteries where natural light did not reach, he used magnesium powder: a precise gesture, a sudden flare, and for one instant the flash illuminated what would otherwise have remained in shadow.

III

Esplorazione

Exploration

Italiano

Le fotografie di Fosco Maraini nascono da un attraversamento — geografico, umano, interiore: tra il 1937 e il 1948, al seguito delle spedizioni di Giuseppe Tucci, le sue immagini ci aprono a paesaggi senza confini, a incontri con i volti di un album di famiglia universale, appartenente a un mondo oggi in gran parte scomparso. Ci invitano ancora, dopo quasi novant'anni, in un mondo che esiste ormai solo in questi scatti: istante sospeso fra cielo e terra.

Dalle prime esperienze alle spedizioni himalayane, la fotografia rimane per Maraini uno strumento di conoscenza, un modo di avvicinarsi al mondo senza trattenerlo; nei suoi scatti si rivela la vera essenza della fotografia: la luce che inscrive un singolo istante, già destinato a svanire, come un canto che si dissolve nello spazio.

English

Fosco Maraini's photographs are born of a traversal — geographical, human, interior: between 1937 and 1948, accompanying Tucci's expeditions, his images open us onto boundless landscapes, onto encounters with faces from a universal family album, belonging to a world now largely vanished. They invite us still, nearly ninety years on, into a world that exists now only in these frames: a moment suspended between sky and earth.

From his earliest work to the Himalayan expeditions, photography remained for Maraini an instrument of knowledge, a way of drawing close to the world without holding it fast. In his images the true essence of photography is revealed: light inscribing a single instant, already destined to fade — like a song dissolving into space.

IV

Dove siamo

Getting There

Fabbrica del Vapore  ·  Via Giulio Cesare Procaccini 4, Milano

22 – 24 Maggio 2026